Le origini dello Scautismo (1907-1920)
La nascita
Il movimento scout nacque nel 1907 da un'idea del tenente generale inglese Robert Baden-Powell. Baden Powell, per sempre identificato come B.P., in quell’epoca aveva nel Regno Unito un grande successo, grazie alle cronache delle sue battaglie nel Sudafrica e alle tecniche di sopravvivenza diffuse nel suo scritto Aids to Scouting.
Proprio nel 1907, per capire la bontà dei suoi scritti e delle sue idee coinvolse ventuno ragazzi di estrazione sociale diverse e organizzò, nell’agosto di quell’anno, un campo di una settimana nell’isola di Brownsea. Il Campo segna la nascita del movimento scout.
Pochi mesi dopo, B.P. promosse l’uscita del libro “Scautismo per ragazzi” che ebbe un enorme successo e divenne il testo di riferimento del movimento anche ai giorni nostri.
In breve tempo il movimento si ampliò, si pensi che già nel 1910 in Inghilterra si contavano circa cento mila scout dell’associazione. Nello stesso anno prese avvio il movimento scout femminile e in seguito per meglio gestire le diverse fasce di età prese vita la Branca Lupetti (1911) per la fascia di età dagli 8 ai 12 anni. La Branca R/S nacque nel 1917 per coinvolgere i ragazzi dai 17 ai 21 anni.
I motivi della veloce diffusione del movimento scout nel mondo
I motivi per i quali lo scautismo si diffuse in tutto il mondo (rif.: Storia dello Scautismo in Italia di Mario Sica): Inghilterra, paesi del Commonwealth e poi nel resto del pianeta, come in Italia a partire dal 1910 furono principalmente due:
la figura conosciuta e carismatica di Baden Powel;
e soprattutto il fatto che i ragazzi del primo del Novecento vedevano nello scautismo una risposta ai loro sogni e desideri, trovandovi attività e avventure che rispondevano esattamente alle loro esigenze. I ragazzi di allora crescevano in un sistema educativo (famiglia, scuola, ecc.…) rigido e repressivo adattato esclusivamente alle esigenze degli adulti, lo scautismo invece proponeva un metodo nuovo:
avere uno spirito libero a contatto con la natura;
potersi esprimere attraverso nuovi linguaggi più adatti e più semplici, quali il vivere l’avventura e il gioco;
poter riporre fiducia e responsabilità in ognuno, promuovendo l’ottica dell’impegno e delle mete da raggiungere
maturare il senso del dovere verso Dio e verso il proprio Paese.
La diffusione dello scautismo in Italia
In Italia le prime esperienze si riferiscono all’iniziativa, nei pressi di Bagni di Lucca (LU – Toscana), dell’inglese Francis Vane (1910), ex collaboratore di B.P. da cui si allontanò per contrasti con alcuni dirigenti del movimento ritenuti dallo stesso troppo militaristi.
In seguito, sempre nel 1910, un’altra importante esperienza nacque a Genova grazie al maestro di elementare Mario Mazza.
Le prime esperienze determinarono i primi contrasti tra i gruppi che si ispiravano maggiormente ad un approccio militarista e quelli che vedevano nello scautismo un sistema educativo innovativo in cui avventura e gioco risultavano prioritari.
Il CNGEI, nato nel 1912, rappresentava una forma di scautismo maggiormente indirizzata alla formazione fisica e alla preparazione militare dei ragazzi. Il movimento si diffuse comunque, in fretta in tutta la penisola.
Gli inizi e i contrasti con il mondo ecclesiastico
Al suo apparire lo scautismo fu fortemente osteggiato dalla Chiesa e dalla comunità cattolica. Si rimproverava al movimento legami con la Massoneria, il neutralismo educativo, il basarsi su concetti puramente naturali e non spirituali oltre al fatto che l’ideatore era identificato in un inglese anglicano ben lontano dalle consuetudini pedagogiche dell’epoca.
La Chiesa dei primi del Novecento è una Chiesa attaccata dalle idee e ideologie della Secolarizzazione: il liberismo laicizzante, il socialismo, i vari movimenti di destra nazionalisti ponevano la Chiesa e la propria dottrina in pericolo.
Da qui l’atteggiamento forte di chiusura ed intransigenza del Papa di allora Pio X, verso lo scautismo alfine di garantire alla Chiesa il predominio anche sull’educazione dei ragazzi.
A poco a poco però si formò accanto alla posizione ufficiale della Chiesa un movimento di cattolici che si aprì ad approfondire meglio l’esperienza dello scautismo individuando nei principi originari di B.P. un sistema su cui costruire un progetto di educazione cattolica forte e recettiva per i ragazzi di allora.
La nascita dello scautismo cattolico
Nel 1916 venne fondato l’ASCI (Associazione Scout Cattolici Italiani) di cui fu Commissario Mario di Carpegna. L’associazione ebbe da subito il riconoscimento papale e gli fu accordato quale assistente ecclesiastico padre Giuseppe Gianfranceschi. L’ASCI si fece riconoscere per il servizio fornito durante la Prima guerra mondiale e nel primo dopoguerra ebbe una diffusione repentina in tutta la penisola.
A partire dagli 80 Reparti tesserati del 1919 sino agli 820 del 1924 e ai 1.000 del 1926.
Il riconoscimento ufficiale del fatto che lo scautismo cattolico aveva una sua identità forte e unica fu la frase con cui Pio XI accolse i giovani Esploratori ASCI nel 1925 a Roma per il primo pellegrinaggio internazionale organizzato appunto dall’associazione: “Voi non siete solo giovani cattolici, ma siete giovani cattolici esploratori”.